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NOTIZIE

- SANTA MARIA IN SELVA -

67° anno della sua costituzione

DIOCESI DI MACERATA

 

 

 

News

30 Giugno 2012 ore 18:00

Messa con il Vescovo Mons. Claudio Giuliodori

poi cena...e musica... per festeggiare i 50 anni

di Sacerdozio.

 

15/04/2012

"Auguri, Santità, in orante gratitudine"

STORIA DELL'ABBAZIA

Santa Maria "in Silvis" prende il nome , dalla presenza nell’antichità, di estese selve e fitti boschi sia lungo le rive del fiume sia lungo i pendii della collina stessa, luogo che ospitava il Castello dei Signori di Ajano, ora scomparso. Furono proprio i Signori di Ajano a far edificare sulle rovine di una chiesetta del 1042 quella che tutt’oggi è l’Abbazia di S. Maria in Selva.

 

L’attuale chiesa è stata edificata sulle rovine di una chiesetta fatta costruire fin dal 1042 (come testimoniano antichi istrumenti) dai signori di Ajano ed aggregata nel 1096 all’Abbazia di Rambona da papa Urbano Il, già monaco benedettino. Della celebre Abbazia, in stile romanico, a navata unica ed il tetto a capriate lignee, restano le residenze dei monaci e la grancia, fabbricato dove non solo veniva riposto il grano, ma che, secondo le regole dell’ordine benedettino, era sede di una vera e propria azienda agricola.

 

 

Nel 1151, l’abate di Rambona, con il consenso del vescovo Grimaldo di Osimo, donò tutte le proprietà di Santa Maria in Selva all’Abbazia di Santa Maria in Chiaravalle di Fiastra, legandola alle sue vicende per molti secoli e facendone un punto di riferimento importante per lo sviluppo religioso e culturale della zona. Un gruppo di case coloniche sorse intorno alla comunità benedettina: la gente del luogo non poté non risentire del benefico influsso esercitato dalla regola monastica "ora et labora".

 

 

Dal l581 la tenuta di Santa Maria in Selva, di molto ampliata, vide le sue vicende legarsi prima a quelle della Compagnia di Gesù, quindi, dal l773, a quelle della nobile famiglia dei Bandini da Camerino.

 

Eretta a Vicaria Curata nel 1920, la Chiesa fu costituita parrocchia a pieno titolo giuridico nel 1945 all’atto della donazione da parte del principe Carlo Giustiniani Bandini.