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NOTIZIE

- SANTA MARIA IN SELVA -

67° anno della sua costituzione

DIOCESI DI MACERATA

 

 

 

News

30 Giugno 2012 ore 18:00

Messa con il Vescovo Mons. Claudio Giuliodori

poi cena...e musica... per festeggiare i 50 anni

di Sacerdozio.

 

15/04/2012

"Auguri, Santità, in orante gratitudine"

Santa Maria in Selva

S. Maria in Selva è una piccola frazione del Comune di Treia (MC) a circa 130 m. s.l.m., sul fianco di una di quelle colline di origine pliocenica che delimitano a sinistra la vallata del fiume Potenza: una vera terrazza fluviale con un bel panorama verso i paesi delle colline circostanti.

 

Trea, Montecchio, Treia, ovvero 25 secoli di storia che vanno dall’età romana al medioevo, all’epoca moderna. Dalla passeggiata che costeggia le mura il panorama spazia dal Monte Conero alla catena dei Sibillini. Mura turrite che ci riportano al Duecento, i tempi del Beato Pietro da Treia, di cui si parla nei Fioretti di San Francesco. Nella zona sono state rinvenute tracce eloquenti, della presenza dell'uomo in epoca paleolitica. E a partire dal Neolitico (IV-III millennio a.C.) che sorsero nella regione numerosi centri di vita organizzata di genti che praticavano un'agricoltura rudimentale e l'allevamento di animali domestici. Stanziate all'aperto, su terrazze fluviali, vicino ai corsi d'acqua, queste popolazioni vivevano raggruppate in piccoli villaggi di capanne fatte di pali e frascami e con le pareti intonacate di argilla. Negli anni '60, sulla sommità della collina, sono stati portati alla luce reperti di queste civiltà. Tra questi si annoverano frammenti di vasi con ansa a rocchetto e con margini arricciati in guisa di cornetti, uno scodellone troncoconico dalla larga imboccatura ornato interamente da incisioni triangolari. Segni che testimoniano come la selce continuasse a costituire la materia prima per creare armi e strumenti: punte sessili, cuspidi di freccia, grattatoi, punteruoli, spatole, aghi con cruna, denti di animale forati usati come ornamento. La creta invece costituiva la base per la creazione di vasi multiformi, destinati a svariati utilizzi.

 

Strade e piazze fiancheggiate da palazzi di nobile aspetto, che portano sulle facciate vistose tracce dei periodi rinascimentale e tardo settecentesco. Ricchezze archeologiche notevoli, opere d’arte e letteratura, un magnifico Teatro, Chiese di pregio per architettura ed opere pittoriche. Santa Maria in Silvis, deriva il suo nome dalla presenza – nell’antichità – di estese selve e fitti boschi sia lungo le rive del fiume che lungo il pendio della collina, su cui si trovava il Castello dei Signori di Ajano.

L'attuale chiesa è stata edificata sulle rovine di una chiesetta fatta costruire fin dal 1042 (come testimoniano antichi istrumenti) dai signori di Aiano ed aggregata nel 1096 all'Abbazia di Rambona. Della celebre Abbazia, in stile romanico, a navata unica e tetto a capriate lignee, restano le residenze dei monaci e la grancia, fabbricato dove era riposto il grano, e che, secondo le regole dell'ordine benedettino, era sede di una vera e propria azienda agricola.

Siamo negli anni '60, quando ogni lembo di terra italiana, forte della sua economia ed orgogliosa della sua storia, desidera mettersi per un momento alla ribalta e farsi conoscere, inventando progetti e programmi adatti. Anche la piccola comunità di S. Maria in Selva - frazione dei Comune di Treia - organizza la propria festa esordendo così, per iniziativa della Unione Sportiva Abbadiense e della Parrocchia, facendo conoscere la piccola grande realtà di un'abbazia benedettina, sede di una comunità religiosa che ha dato origine ad un insediamento sociale, economico, religioso e culturale in questo angolo dei Comune di Treia. Inizialmente la gastronomia prevedeva polenta e costarelle di maiale, salsiccia e frittura, poi ci si è indirizzati a gusti più raffinati: polenta con salsiccia e papera senza far mancare alla gente anche altri alimenti (frittura, porchetta, panini con salumi, bruschetta con vari contorni). Oggi è la Parrocchia con un proprio Comitato ben funzionante a gestire questa manifinstazione, conosciuta anche oltre la Provincia e frequentata da buongustai, curiosi, amici della storia, della musica, dello sport, della cultura. Tante infatti sono le sfaccettature di questa Sagra della Polenta:

 

mostre di pittura a soggetto rurale;

gare sportive per la valorizzazione e l'educazione al rispetto dell'ambiente;

rassegne di attrezzature d'epoca, con attenzione al mondo familiare rurale e allo stile di lavoro di "ieri" nei vari settori, filatura, aratura, mietitura, cura del fieno, sgranatura, abbigliamento per i vari momenti della vita sociale, sposalizio, nascita dei figli, preghiera, arredamento della cucina con varie stoviglie e suppellettili;

poesie in dialetto;

teatro per rivivere il passato (revival rurale ... );

convegni di studio sui prodotti tipici e altri aspetti sul mondo rurale patrocinati dalla Regione Marche;

giornate di solidarietà proterremotati - Cesi;

presenza di una delegazione locale a "Verde mattina" (RAI Uno) - in rappresentanza delle Marche;

 

Tutto questo lavoro naturalmente richiede manodopera di tanta gente, che stimolata e guidata, trova il gusto di lavorare insieme per dei valori, mettendo a disposizione della Chiesa e della Comunità i guadagni realizzati, con un servizio gratuito, orgogliosa di aver contribuito a costruire strutture sportive per i propri figli, lavori di restauro della Chiesa, iniziative culturali educative. Di qui dunque sono sbocciati il "sogno" e la realizzazione di intesa con l'attiva Amministrazione Comunale di Treia, presieduta dal Sindaco Franco Capponi, dei 4' Raduno Nazionale Poientari d'Italia nel centro storico di Treia.